 Mahaam ibn Jabar (other)
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Mahaam si spostò con calma verso la zona del portico, mantenendo un'aria indifferente, come se stesse semplicemente passando in rassegna l'area. A distanza sufficiente per evitare che qualcuno li sentisse, ma abbastanza vicino da stabilire un contatto, si avvicinò alla colonna e rivolse un breve cenno di riconoscimento ad Azhar. Senza guardarlo direttamente, con lo sguardo fisso sui mercanti impegnati nelle loro contrattazioni, sussurrò appena: <<Pensavo di vederti prima. Qualcosa è andato storto?>> |
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 Azhar (other)
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Azhar rispose sottovoce, accennando appena un sorriso ironico: <<Le cose si sono complicate. Tentare di scalare quel muro di notte è stato più difficile del previsto. Alla fine ho dovuto lasciare perdere, ma almeno ora conosco un buon punto d’accesso per la prossima volta.>> Mahaam annuì, tenendo lo sguardo fisso sugli altri: <<Speravo fossi riuscito a entrare. Il piano però rimane lo stesso? Se riesci a distrarre le guardie al momento giusto, io potrò fare il resto.>> Azhar rifletté un istante, scrutando la disposizione delle guardie e valutando la folla: <<Forse di giorno sarebbe meno sospetto avvicinarsi ai carri. Potrei passare per un semplice garzone, uno di quelli che si offrono di dare una mano per qualche moneta. Con la confusione, nessuno farebbe troppe domande.>> Mahaam sorrise appena, soddisfatto del piano: <<Potrebbe funzionare. Tienimi aggiornato sui tuoi movimenti, e al momento giusto, saprò cosa fare.>> Azhar espose il piano con maggiore precisione, parlando sottovoce per non attirare attenzioni: <<Io cercherò di mescolarmi con la gente del posto. Entrerò nel caravanserraglio fingendo di essere un lavorante qualunque, uno di quelli che si aggira in cerca di un ingaggio temporaneo. Mentre i mercanti sono impegnati nelle trattative e la sicurezza si rilassa, mi avvicinerò ai carri del carico più prezioso, quello dello sceicco.>> Mahaam ascoltava attentamente, riflettendo su ogni punto. <<E a quel punto? Hai un piano per distrarre le guardie che sono sempre vicino al carro del capo?>> Azhar annuì: <<Sì. Ho qualche moneta che potrò distribuire a due o tre ragazzini per creare scompiglio. Basterà un po' di rumore per distrarre la vigilanza in modo che tu possa muoverti inosservato. Nel frattempo, osserverò attentamente se si presenta un’opportunità per aprire uno dei bauli.>> Mahaam rifletté sul piano e aggiunse: <<Allora, mentre tu fai partire il diversivo, io starò vicino ai cavalli come scusa, così da poter raggiungere i carri con rapidità. A quel punto potremo capire come trasportare il bottino fuori dal caravanserraglio senza attirare sospetti.>>
Azhar trascorre il pomeriggio immerso tra le ombre ai margini del caravanserraglio, studiando con attenzione ogni movimento delle guardie intorno al carro dello sceicco. Osserva le rotazioni nei loro turni e la disposizione dei sorveglianti, ma la loro compostezza lo lascia senza indizi chiari. Non riesce a individuare segni di noia, disattenzione o altro che suggerisca un punto debole, una possibilità di sfruttare i loro temperamenti. È chiaro che la sorveglianza è stata ben istruita e che persino i più giovani tra loro evitano di abbassare la guardia.
Quando cala il sole, Azhar si allontana per un momento, ricalcolando i prossimi passi, poi ritorna in prossimità del caravanserraglio, cercando Mahaam tra i pochi presenti all'ingresso. |
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